100 anni di PCC. La libertà muore. Hong Kong non ha più la sua voce.

 

In prossimità della celebrazione dei cento anni del PCC – Partito Comunista Cinese, il prossimo 1° luglio, i vertici di Pechino hanno pensato bene di chiudere APPLE DAYLI, il principale giornale di opposizione, la voce libera di Hong Kong. L’ultimo numero, del 24 giugno 2021, è andato a ruba, tanto che il quotidiano, che ordinariamente vendeva 80mila copie, ne ha stampate un milione. Il giornale è stato fondato da Jimmy Lay, 72 anni, cattolico, condannato lo scorso aprile, insieme ad altri nove cittadini, dei quali sei cattolici, alla prigione. Non una parola dalla Santa Sede. Il destino di Hong Kong sembra segnato mentre la repressione del PCC si fa sempre più stringente. Jimmy Lai “difende la libertà religiosa e sostiene la dignità umana, in conformità alla dottrina cattolica, è quello che la tradizione cattolica chiama un martire confessore, una persona disposta a subire la prigione e la privazione per le sue convinzioni cattoliche”. La Cina in concomitanza dei cento anni del partito sta estinguendo, progressivamente, le libertà di Hong Kong, così come si celebra un sacrificio al cospetto di una divinità dell’olimpo: “il Partito”. Il Vaticano e la UE tacciono. L’unione europea, simulacro di un grande potenza, non ha una politica estera e neppure un esercito, mentre vive un declino culturale ed identitario inarrestabile. Ma soprattutto la Germania, che nel 2020 ha esportato in Cina merci per 100miliardi di euro, si guarderà bene dall’avanzare critiche o proteste al governo cinese. E’ probabile, invece, che da Roma e da Berlino il primo luglio, giungano messaggi di auguri per il centenario del partito comunista più vecchio del mondo.

Tony Blaire, si era detto convinto che la Cina fosse “avviata inarrestabilmente sulla strada per la democrazia”, nell’illusione che la trasformazione dell’economia cinese, una sorta di capitalcomunismo, e il grance sviluppo tecnologico giallo, potesse portare automaticamente ad aperture democratiche. Le èlite dell’occidente hanno pensato, sbagliando, che liberismo e globalismo cinese facessero necessariamente pandan con la parola libertà. Ma, così come 500 uomini non fanno un millepiedi, allo stesso modo una Cina florida e capitalisteggiante non si è trasformata, spontaneamente in una democrazia. In Cina sono state delocalizzate il meglio delle produzioni dell’ovest, i gioielli di casa occidente e la sua tecnologia. L’esito è stato l’aumento del 90% del PIL cinese. Non per questo la Cina si è democratizzata, anzi, il potere del Partito Comunista si è rafforzato, strutturato e tecnologizzato ed oggi ha un leader assoluto, Xi Jinping che per la prima volta, dai tempi di Mao, raccoglie nella sua persona il potere partitico, politico e militare. In tale contesto l’azione di espansione geopolitica cinese ha avuto una grande spinta, la via della seta affascina e conquista. L’Europa è debole, autodemolizzante, denazionalizzante, divisa tra popoli ed elite, con una grossa complicazione, la moltiplicazione delle enclave musulmane. L’islam non è integrabile per il semplice motivo che è esso stesso nazione, la Umma, la nazione giusta. In un quadro di autodemolizione delle realtà nazionali la sostituzione è già li pronta, la Umma non è facoltativa è insita. In questo quadro, la Cina è sempre più sicura di se, l’Europa lo è sempre meno.  Mentre l’edologia progressista sta erodendo l’Europa, il matrimonio tra Lenin e Confucio sta offrendo ai cinesi un supplemento di anima, l’anima nazionalista, che il colonialismo occidentale aveva umiliato nella prima metà del XX secolo. In questo senso la fine di Hong Kong non è solo un ricomprendere sotto la propria sovranità un territorio, ma è un simbolo, la definitiva rivalsa nei confronti di ciò che le potenze occidentali fecero del Celeste Impero.

I giornali di Pechino, hanno salutato la chiusura dell’Apple Daily come il sigillo finale alle illusioni dell’occidente di convertire la Cina ad una visione che non gli appartiene. JIMMY LAI è in carcere, il suo giornale non esiste più, il Card. Zen è in pensione e….. c’era una volta Hong Kong. Il primo luglio, cosa diranno Vaticano ed UE? Tanti auguri e cento di questi giorni?

L’erosione degli spazi di libertà nel mondo, è conseguenza della negazione della verità, in oriente come in occidente. Chi alzerà la voce? Chi si ergerà a baluardo contro la barbarie che avanza?

Paolo Piro

 

 

 

 

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