ALFIE, HAI RIVELATO I PENSIERI DI MOLTI CUORI.

Il buon senso ci dice che la vita di Alfie andava difesa e tutte le persone coinvolte nella vicenda, avrebbero dovuto aiutarlo a vivere. La delicatezza dello stato clinico del bambino, non cambia né complica il giudizio morale, che è molto chiaro: si ha il dovere di aiutare a vivere. Non c’è accanimento terapeutico quando si agisce a sostegno della vita in corso, mentre si può parlare di accanimento tanatologico quando si opera per accelerare la morte. Ci spieghino come si può affermare di cercare il bene della persona quando si favorisce la sua morte.
Mons. Gianpaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste ha giustamente dichiarato che: “La sentenza che ha ordinato la morte di Alfie tramite un atto eutanasico non ha rispettato il diritto naturale almeno in due punti: ha decretato la morte di un innocente, cosa che la coscienza di tutti i popoli ha sempre condannato come immorale, e ha sottratto il bambino alla potestà dei genitori, affidandolo allo Stato che, in qualche modo, è diventato “padrone” del piccolo”.

Tutto ciò, sul piano della Dottrina Sociale della Chiesa, è preoccupante. Un mondo nel quale lo stato è padrone della mia vita, prima di me stesso e della mia famiglia, lede la “libertà” personale e mette in discussione i principi posti a salvaguardia di tale libertà:

– Il bene comune svanisce se si uccide un innocente, non come fatto accidentale ma come obiettivo voluto e ufficialmente decretato dall’autorità;
– La sussidiarietà è negata quando lo Stato si impossessa di un bimbo sottraendolo ai genitori;
– La solidarietà viene meno, se il bene di Alfie è stabilito da un giudice secondo le proprie categorie di qualità della vita;
– I più deboli e i più poveri, oggetto della scelta preferenziale cristiana, sono posti alla mercè del più forte;
– La dignità della persona umana è messa in seria discussione.
Che Alfie, dal cielo, ci protegga tutti !!!!!!

2 comments
  • Giasa
    aprile 29, 2018 at 12:34 pm

    Che tempi tristi viviamo…

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  • Maria Concetta
    aprile 29, 2018 at 1:59 pm

    La Vita è un dono di Dio.
    Non deve essere un giudice a stabilire chi deve vivere e chi no; senza lasciare la possibilità a dei genitori di poter fare tutto il possibile per poter salvare il proprio figlio.
    La storia di Alfie lascia tanta amarezza e tristezza ma allo stesso tempo ci fa riflettere che non bisogna arrendersi, occorre lottare per i veri Valori della Vita.

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