“ALZARE LE VELE E PRENDERE I VENTI DEL DESTINO”.

 

Una nuova resistenza contro la Dittatura del Genderless

In questi giorni, hanno acceso un animato dibattito, le vele pubblicitarie contro il ddl Zan  promosse dall’onlus “Pro Vita e Famiglia” che attraversano le strade del territorio nazionale, al fine di facilitare la comprensione e la portata devastante del disegno di legge Zan. A tale iniziativa hanno reagito con veemenza esponenti locali del Pd  e reazionari di turno, accusando l’iniziativa e “Pro Vita e Famiglia” di omofobia,  termine volutamente ambiguo. Chiunque abbia basiche conoscenze di greco non attribuirebbe al termine il significato oggi passivamente accettato-utilizzato dalle potenti lobby lgbt , come strumento di lotta, concepito per demonizzare gli oppositori al fine di ridurli al silenzio.  A tali prese di posizione politica hanno fatto eco i media locali che, mentre un tempo erano luoghi in cui si incanalava la dialettica democratica, oggi, sono divenuti il tempio laico del politicamente corretto. In questo clima culturalmente asfittico ed egemone, le Vele si pongono come un’arma di resistenza per combattere gli effetti della pedagogia totalitaria di regime, spiegate per contrastare l’avvento del genderless, di un mondo senza genere. Poste dinnanzi ad edifici simbolici le Vele affermano che “l’uomo è maschio o femmina”.

Ci rendiamo conto di essere costretti ad affermare l’ovvio perché in una sorta di rovesciamento della logica e, culturalmente, di finestra di Overton al contrario-l’ovvio è destinato a divenire discutibile, minoritario, quindi rivoluzionario.   Sappiamo anche che di qui a poco  affermazioni di questo tenore potrebbero costarci  la galera. Dipenderà dall’arbitrio di un Giudice, attesa la voluta indeterminatezza della fattispecie incriminatrice di cui si dibatte ed il transito , voluto dal disegno di legge Zan, dal diritto penale del fatto a un diritto penale che punisce la manifestazione di idee in quanto espressive di una presunta disposizione interiore  che è di fatto , l’individuazione di una fattispecie di reato d’opinione basata su un preteso movente di odio, del tutto disancorato dal fatto obiettivo.  Tuttavia le intimidazioni, le campagne di odio di cui siamo vittime, le censure imposte ed i Tribunali non riusciranno  a fermarci  perché adesso sappiamo “ che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca”.

Avv. Vita Ippolito

 

1 comment
  • Tucci Valerio Maria - Valem
    maggio 26, 2021 at 2:04 pm

    Tutto sacrosanto e ben detto, peccato che a scoppio ritardato, il male si combatte quando si sa riconoscerlo, non quando conosciuto detiene il campo. Se anziché escludere e stigmatizzare di integralismo i testimoni e gli uomini di fede – ovviamente non mi riferisco a voi, ma a quanti esercitavano ed esercitano l’autorità sacramentale dall’alto – si fosse corso ai ripari promuovendo la cultura della vera dottrina cattolica anziché fornicare con l’ideologia, la famiglia sarebbe ancora in piedi e l’autorità paterna avrebbe ancora corso. Grazie comunque della vostra presenza.

    Reply

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *