AMARE COME LEGGERE E SOGNARE, NON HA L’IMPERATIVO.

 

Qualche mese addietro in un articolo del nostro blog, tra tutte le parole che abbiamo esaminato per scoprire come sia cambiato il loro senso con lo scorrere del tempo, ne mancava una, quasi certamente la più abusata, specie di recente: AMORE. La mancanza in un certo senso era voluta. La concomitanza con San Valentino costituisce l’occasione per una riflessione.

Joseph Ratzinger, uno dei più grandi uomini di cultura del nostro tempo, proprio a questo nome grammaticalmente astratto, ha voluto dedicare la sua prima enciclica, Deus Caritas est. Il documento è articolato in due grandi parti. La prima offre una riflessione teologico-filosofica sull’«amore» . Il Papa emerito afferma che il termine «amore» è, nel mondo d’oggi, una delle parole più usate ed abusate e possiede un vasto campo semantico. Una curiosa ed interessante interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors = senza morte, l’origine del termine quasi a sottolineare l’intensità senza fine di questo potentissimo sentimento. Direi “il sentimento” per antonomasia…, si dice “am” quando si accosta il cucchiaio alla bocca del bimbo per indurlo a mangiare. A tal proposito voglio fare un esempio immaginiamo che io “ami l’insalata”, quindi acquisti tante lattughe per mangiarle. Il coltivatore dice di amare l’insalata e farà di tutto perché la pianta cresca, si fortifichi, sacrificando tempo e fatica a questo fine. In questo caso si parla di un amore che si palesa nel procurarmi ciò che mi piace, averne cura per consumarlo. In un secondo caso “amore” è qualcosa che  non sono io, e per il cui bene sono disposto a fare rinunce. Essere serviti, o servire. Sfruttare, o liberamente dare. L’amore che va per la maggiore adesso è l’amore del primo tipo, che potrebbe essere anche chiamato egoismo. Amore per se stesso e fine a se stesso, che non accetta contrasti perché è centrato verso se stessi. Che si illude di essere amore perché pare prendersi cura della “cosa” amata. In realtà ti uso, più che ti amo. Un dinamismo destinato a generare infelicità, perché l’oggetto dell’amore è se stesso, e ciò non può che deludere.

L’amore di cui vogliamo celebrare la grandezza è l’amore che è sacrificio, l’amore che è servire e non servirsi, che è sottomettere la propria misura ad un altro. Ripercorriamo ora la questione dell’amore e le memorie personali che essa rievoca in noi, con un pensiero capace di visione spirituale. L’intento di questo articolo è presentare alcuni dei tanti testi che hanno trattato di amore. L’amore è un sentimento nobile molto diverso dal voler bene. Un saggio maestro in questo senso è Il Piccolo Principe, il libro che, tra le righe narrative spiega la natura del vero amore. Antoine de Saint-Exupéry, attraverso la sua opera, ci regala un passaggio bellissimo, che oggi vogliamo proporvi con l’intenzione di fare luce su questa potente realtà emotiva che riguarda tutti noi.

«Ti amo» – disse il Piccolo Principe.

«Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»

Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi. Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante. Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza. Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza.

Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima. E l’anima non si può indennizzare. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri. Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia. Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni. Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi. Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta. E per ricambiare tutto quell’amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.

«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.

È una strada che forse ci risulterà più difficile da comprendere se pensiamo all’amore. Amare ci mette direttamente in contatto con ciò che è sacro, superiore, assoluto, eterno.  Ho la responsabilità di te, questo è l’amore, è come leggere e sognare, non come imperare.

BUON SAN VALENTINO

Danila Italiano

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *