Come “Funamboli tra cielo e terra”.

 

Tra qualche giorno sarà il primo giorno di un nuovo anno, e questo ci riempie di speranza, perché abbiamo sognato tanto di buttarci alle spalle questo 2021. Quest’ultimo è stato pesante per tutto il mondo. Noi non eravamo preparati a questa vita sospesa che stiamo vivendo tutti quanti, tutti sospesi in attesa di sconfiggere una pandemia. Voglio ispirarmi  ad Alessandro D’Avenia che qualche anno fa scrisse un articolo sui funanboli .

 “ Il funambolo rimane sospeso tra cielo e terra”, Andrea Loreni è uno di questi.  Andrea in un intervista dichiara: “Essere funambolo  è una via, una continua ricerca ma soprattutto un passo del mio cammino di vita in realtà non lo definirei come una passione ma è la mia missione, perché sono stato chiamato a quella strada da una serie di avvenimenti e la sto percorrendo. Tecnicamente dichiara ancora Andrea il modo più semplice è tirare un cavo a terra tra i due punti e poi sollevare capo e coda del cavo e metterlo in tiro.

L’immagine del funambolo descrive compiutamente, come metafora, l’esperienza di tutti noi .

Richiama il senso della nostra vita  suggerendo la costante e rinnovata ricerca di un equilibrio sempre precario sulla fune tesa sopra il vuoto, sovrastando il flusso dell’esistenza stessa. Con un’andatura impercettibile il funambolo avanza, come un’eroina in lotta contro l’inesorabile scorrere del tempo, raffigurato dalla fune tesa sul vuoto che segnala un termine stabilito nel suo punto estremo,  dobbiamo essere donne e  uomini in grado di trasformare quella fune in una corda dell’amore tesa verso il lato opposto del nostro cammino, verso quell’orizzonte che si apre tuttavia all’altro. Nel corso della nostra vita tante cose cambiano, la nostra stessa esistenza è in continuo divenire. Possono accadere dei fatti non previsti che ci spingono a ridefinire i nostri progetti, a fare altre scelte e a prendere altre strade. Talvolta può succedere di trovarci di fronte a situazioni che vengono percepite come troppo complicate per poter essere affrontate. Ogni “imprevisto” ci mette alla prova e ci spinge a “ri-organizzarci”. Dobbiamo riorganizzare i nostri comportamenti, i nostri atteggiamenti, il nostro modo di vivere e adattarci alla nuova situazione. Non è facile ed è normale avere dei momenti di sconforto. Se si affrontano queste situazioni “difficili” con consapevolezza e fiducia, ripensando a come in passato sono state affrontate situazioni simili, si riuscirà a trovare nuove soluzioni con più facilità e a vedere il problema da un’altra prospettiva. Il mio augurio sia dare la mano al funambolo dell’Infinito, che dalla sua prospettiva fa scivolare verso l’umanità il suo sguardo profondo. Sguardo di chi conosce le tenebre del cuore e non le condanna, sguardo di chi è abitato dalla Luce ma non la impone. Forse i primi discepoli si sono fidati di Gesù perché in quello sguardo hanno sentito Gesù camminare anche dentro le loro di storie, da funambolo, con leggerezza e grazia. E’ lui che ha saputo proporre una fune tesa da iniziare a camminare. Gesù, funambolo della vita, con uno sguardo, ha promesso ai suoi un cammino per uscire dalle tenebre che ognuno si porta dentro. Cammino dal prezzo altissimo, cammino di tutto o niente: perdere la vita per trovarla. Per arrivare finalmente a guardarsi come Dio ci guarda.  A proposito: Il termine “funambolo” deriva dal latino “funambulus” composto da “funis” che significa corda e “ambulare” che significa camminare, quindi letteralmente “la persona che cammina su un cavo”.

Buon anno camminando sul cavo del 2022  offrendo a Dio  le nostre  capacità e i nostri limiti per raggiungere con successo l’estremo opposto della fune  anche di fronte a una folata di vento.

 

D.I.

1 comment

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *