Giornata per la vita. Il duello tra vita e morte è accanito.

Giornata per la Vita 2021

                       

 Vita e Libertà

 

                                         Le persone sono come le vetrate colorate: brillano e scintillano quando fuori c’è il sole, ma al calar delle tenebre viene rivelata la loro vera bellezza solo se è accesa una luce dall’interno.

Elisabeth Kubler Ross

 


Classe ’86. Stefano Spera nasce a Palermo e cresce in Belmonte Mezzagno (PA), amato paese al quale tesserà le lodi e onorerà tutta la vita. Infanzia serena, la sua è una famiglia semplice e di sani valori.

All’età di sei anni gli viene diagnosticata la distrofia muscolare di Duchenne. Cresce.

Sta per avviarsi verso l’altare per ricevere la prima Comunione. Ha il tempo di ricevere la particola. Ecco la prima caduta, le sue gambe cedono. Da allora perderà l’uso delle gambe. L’amore incondizionato della famiglia e la sua tenacia non gli hanno permesso di scoraggiarsi.

Terminate le scuole elementari decide di frequentare il corso musicale presso la scuola media. Per la musica ha un’innata attrazione. Impara a suonare il pianoforte, che la distrofia gli vieterà intorno ai 16 anni.

Durante gli anni di scuola superiore, all’istituto commerciale germoglia e coltiva un amore particolare per il Diritto, sentimento che gli traccerà la strada fino alla laurea nella facoltà di Scienze politiche, ramo Scienze dell’Amministrazione. Della sua tesi ne fa dono a Papa Francesco. L’esposizione della tesi è stata alquanto faticosa per lui. Usufruire di un ventilatore polmonare sarà per lui vitale.

Tre anni prima della laurea perde definitivamente l’uso delle mani, condizione che costituirà per lui uno dei dolori più grandi e metterà alla prova il suo spirito di sopportazione. Non potrà più svolgere alcune attività autonomamente come mangiare, scrivere. Per l’utilizzo del pc riesce a trovare un compromesso, tramite un programma (Eviacam) che sostituisce la funzionalità del mouse con il movimento della testa. Attraverso il pc riesce ad esprimere, a comunicare la sua vulcanica creatività, la sua verve letteraria, scrivendo i suoi 5 libri, i suoi articoli, le sue ricerche, le sue interviste a personaggi dello spettacolo e a sportivi di rilievo nazionale. Il pc, i social sostituiscono le sue gambe, crea occasioni di condivisione e di incontri amicali, famigliari e culturali.

Stefano viene ammirato per il talento e la dedizione che ha nel ricostruire il suo albero genealogico. Riesce a trovare parenti lontani in America, i quali, grazie a lui, formano una piccola comunità.

  1. Conosce la storia di Chiara Luce Badano, ne rimane folgorato. Aveva già un rapporto con Dio, ma l’esempio di santità di questa giovane appartenente al movimento dei Focolari, lo porta ad avere una conversione radicale. Ha trovato il senso alla sua croce. Scopre che la sua Croce è ricchezza nel suo rapporto con Dio, in funzione della salvezza delle anime. Da vero innamorato, “corre” e continua a fare progressi umanamente e spiritualmente. La serenità è un tratto distintivo della sua persona, che suscita stupore ed ammirazione. Stefano è un affascinante segno di contraddizione: la distrofia lo inchioda progressivamente su quella sedia a rotelle, tuttavia trasmette di essere una persona libera.

Il dialogo con Dio, la purezza, l’amore dei suoi cari, sono il pilastro della sua esistenza. La libertà, che scaturisce da questa luce interiore si irradia in tutti gli ambiti della sua vita. È diventato un punto di riferimento per gli intellettuali, per i giovani, non solo compaesani. Forma un gruppo di preghiera costituito da giovani, lo chiama “Chiara Luce Badano”.

Apprezza molto tutto ciò che concerne la Vita, che lui definisce un dono di Dio. Si sente ferito nell’intimo, si arrabbia fino a star male, quando al tg passa una notizia che riguarda la pratica dell’eutanasia o dell’aborto. La banalizzazione della vita e l’orrore di queste pratiche suscitano in lui  sentimenti negativi. Nessun uomo, dice, può decidere di porre fine alla sua e all’altrui vita.

Stefano, umanamente, avrebbe potuto desiderare l’eutanasia, ponendo fine a tutte le sue gravi sofferenze ma non lo ha fatto. Quale povertà avremmo avuto se lo avesse commesso. Quanta carità e amore agapico non sarebbero stati espressi dalle persone a lui vicine. Chi si sente amato desidera restare.

Epifania 2021. Mattina. Stefano muore per un collasso cardiaco.

Qualcuno dirà… adesso è libero. Stefano era libero anche prima e  lo ha dimostrato.

 

«Dio mi ha donato molto di più di ciò che mi manca.» (Stefano Spera)

 

Valentina Traina

2 comments
  • Gabriele Conti
    febbraio 5, 2021 at 11:29 am

    Viva la Vita!

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  • Mauro
    febbraio 5, 2021 at 2:17 pm

    Mi fa riflettere su come molte volte sprechiamo i doni ed il tempo che il Signore ci mette a disposizione.
    Stefano Spera è stato un esempio di come va vissuta la vita superando le difficoltà, che s’incontrano durante il suo percorso.

    Reply

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