DI FAMIGLIA CE NÉ UNA….

Ma cosa è una famiglia?

Tutti proveniamo da una famiglia, tutti cominciamo con un cognome, abbiamo tutti una certa famiglia come culla, la famiglia ci fonda, la famiglia è un fondamento. Dunque, se essa è un fondamento, non si può fondare la famiglia. Fabrice Adjadj, ebreo, cattolico, fiolosofo, una formazione laicista nichilista, politicamente proveniente dalla estrema sinistra maoista, ha studiato in profondità il pensiero di Nitezsche, ma soprattutto è sposato e ha sei figli. Al microfono ha un eloquio impietoso, spiazza tutti, anche coloro che si affaticano in difesa della famiglia.

La sua tesi è molto semplice: “L’evidenza si mostra, non si dimostra”. La famiglia è una realtà tanto evidente che aggettivarla: “naturale, nucleare, allargata, tradizionale etc…”, oppure definirla: “luogo dell’affettività, luogo dell’educazione, luogo dell’amore…” ,finisce col fare il gioco di chi ha deciso dei decostruire la famiglia, di chi la ritene una sovrastruttura culturale. Certi teorici vorrebbero che la prima comunità umana sia frutto di un contratto stipulato tra individui asessuati e solitari. Ma si tratta di una finctiotn non di una realtà. Nella introduzione sull’origine della disuguaglianza, Rousseau scrive: “cominciamo dunque col mettere da parte i fatti”, cioé l’evidenza dei fatti.

La famiglia non va spiegata, poichè essa ci precede, non va pensata, poichè è a partire da essa che abbiamo cominciato a pensare. La famiglia ci introduce alla realtà, ai primi sorrisi, alle prime voci. Come è possibile provare che il sole illumina o che il mondo esterno esiste, oppure, ancora, che voi siete quì a leggere questo articolo?

La famiglia, una evidenza

Della famiglia si possono dire molte cose, sul piano sociologico, giuridico, psicologico, storico e morale, ma tutte queste cose non sono in grado di cogliere l ‘essenza della sua verità, perchè la verità non si riduce all’esattezza di uno studio sociologico, come il tempo non si riduce alla esattezza di un orologio. Un orologiaio che conosce il meccanismo del pendolo non sarà in grado di dirvi alcunchè sull’essenza del tempo. Così come, per quanto descriviate e prescriviate la bontà della famiglia, difficilmente riuscirete a mostrarne l’ivincibile essenza. Non saremo noi, dunque, a commettere questo errore, cioè a difendere la famiglia in quanto scuola di educazione, affetto, amore e libertà. Si intende che la famiglia è anche questo, ma pure una coppia gay potrebbe dare conto di queste cose, anche un istituto di eccellenza o un orfanatrofio bene organizzato può avere tutti i mezzi per surrogare i ruoli sostenuti da una famiglia. Occorre, invece, affermare che la famiglia non è luogo di amore, educazione e libertà, ma che essa sola può fondare l’amore, l’educazione e la libertà. Esisteranno sempre enti o persone più competenti di un padre e di una madre, esisteranno educatori più bravi dei genitori, ma solo dall’amplesso fra un uomo e una donna possono nascere dei bambini, solo nella famiglia la differenza sessuale e la differenza generazionale sono in grado di “creare” un villaggio, un paese, una città. La famiglia é la genesi di una trama e di un ordito, in cui l’intreccio della parentela e del sangue, giocano un ruolo ineludibile e non surrogabile nella costruzione della societa.

Tutto iI resto e fiction. Un cantautore miliardiario col suo amico, possono giocare a marito e moglie, ma è fiction, due donne possono recarsi al municipio e sposarsi, ma è fiction, si può affittare un utero, pro tempore, depositandovi un embrione per produrre un figlio, e giocare a mamma e papà, ma è fiction, tutti i soldi di questo mondo non basteranno mai per “produrre” una famiglia. Nonostante ciò, con tanti soldi si può produrre una grande fction, con la quale descrivere e propagandare un mondo e una famiglia che non c è.

La famiglia non si può decostruire, semplicemente perchè, nella sua essenza, non è una costruzione culturale. La si può solo distruggere, ma non decostruire. E anche la sua distruzione passa inevitabilmente per la distruzione dell’uomo. Nel sessantotto si cominciò individuando, marxisticamente, la famiglia come luogo di oppressione e repressione e il matrimonio come un contratto intollerabile, come la tomba dell’amore. Glielo stessi, oggi reclamano il matrimonio fra due uomini o due donne, per dare vita a una cosa che vorrebbe parodiare la famiglia.

La famiglia fonda la politica

Nella famiglia la libertà è vissuta senza indipendenza, una caratteristica necessaria per una convivenza politica equilibrata. Sono libero ma non sono indipendente, le mie scelte ricadono anche sugli atri. Per questo i totalitarismi e il liberalismo sono sospettosi e cercano di mettere sotto tutela la famiglia. Proprio perchè la famiglia postula una dimensione libertaria, si direbbe anarchica. Quanto più la famiglia tende a creare autonomia, tanto più i regimi la ostacolano. Stalin sterminò milioni di kulaki, famiglie di contadini proprietari, perchè costituivano un intrinseco e non convertibile serbatoio di autonomia e di libertà. La famiglia è resistente alle ideologie e alla cultura dominante, ed è resiliente nelle crisi e nelle difficoltà socio politiche. Non è un caso che, nell’attuale crisi economica, si sia evidenziata quale primo ammortizzatore sociale. Eppure il governo non la incentiva e pensa alle unioni civili.

La famiglia è un campo di battaglia, è un avventura. Spesso ha cose che non funzionano, e può essere attraversata da conflitti o rancori. La famiglia è la vita, e chiunque vuole distruggerla vuole distruggere la vita. Sarà per questo che nei paesi occidentali il primo passo della guerra alla famiglia è stato sempre: una legge sull aborto.

Proprio per le sue miserie la famiglia è, anche, il primo luogo della misericordia. I suoi problemi non sono affidati a soluzioni tecniche, ma all’esperienza del perdono, i fallimenti, metabolizzati, si tramutano in forza e vittoria.

La famiglia nega il gender

Chi è senza ombellico alzi la mano. L’ombellico è il segno indelebile che non mi sono fatto da me stesso. Un pò più in basso c’e il segno indelebile che non sono fatto per me stesso, il sesso. Nella mia carne tendo, vado verso altri. Il primo segno dice, differenza generazionale, il secondo dice, differenza sessuale. Il segno sessuale è codificato in ogni cellula del mio corpo sin dal concepimeto, non è cancellabile, neanche se mi opero. Tale identità incarnta fonda la spiritualità: “a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” Gen 2.27. Si direbbe che la trascendenza sta nelle mutande, afferma Hadjadj. La spiritualità umana ha un fondamento carnale che nella famiglia si mostra in modo eminente “il mio diletto ha introdotto la mano nella fessura e le mie viscere fremettero per lui” (Cantico dei Cantici). Secoli di protestantesimo puritano, hanno educati a vergognarci di un tale testo erotico religioso, fondamentale anche in senso politico, perchè l’animale politico è innanzitutto un animale coniugale. Due esseri non differenziati, incapaci di complementarietà, sono strutturalmente tesi ad affermare il proprio narcisistico individualismo e poco propensi a trasmettere adeguatamente la tensione sociale per il bene comune. Il disastro demografico dei paesi occidentali è il segnale lampante di una tale strutturazione di coppia.

Eppure l’eresia che ha dichiarato guerra alla famiglia è una grazia: “E necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perchè in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova” (1Corinzi 11,19).

Come la crisi economica discrimina tra aziende sane e malate, le eresie sulla famiglia, discriminano tra verità ed errore, e tra i rispettivi partigiani.

Paolo Piro

 

Fabrice HADJADJ, Ma che cosa è una famiglia? La trascendenza nelle mutande & altri discorsi ultra sessisti, Edizioni ARES, 2015.

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