Il governo del cambiamento e l’ uomo comune.

La nomenklatura populista che l’ha giurata ai più deboli”, “il più reazionario e incendiario dei nostri politici entra al Viminale , “il populismo senza popoloquesti i titoli sul governo gialloverde, e quant’altro.

Dopo il giuramento del governo Conte alla sinistra è venuta una crisi biliare. Buon segno, vuol dire che il neo governo è sulla strada giusta. Peraltro, giudicare una gaffe l’affermazione del neo ministro della famiglia: “Le famiglie gay? Non esistono. Ora più bambini e meno abort, dà la misura della cecità ideologica della quale è affetto il mondo dell’alta società, dei salotti buoni, delle elite. La sinistra rifiuta a priori, la possibilità che esista una realtà valida, diversa dalla loro, con un pensiero diverso dal loro, capace di esprimere una cultura alternativa, radicata sui principi naturali, sul buon senso, sulle cose che Cherstertonchiamava “dell’uomo comune per il quale “la moderna emancipazione si è in realtà risolta in una nuova persecuzione. Se mai è riuscita ad emancipare davvero qualcuno, ha emancipato l’uomo non-comune” i ricchi, i colti, o sedicenti tali, quelli che contano qualche cosa, assetati di possedere libertà eccentriche.

L’uomo comune vuole avere la libertà di lavorare e guadagnare dignitosamente, di fondare una famiglia, di avere naturalmente dei figli, di edificare una casa, di dare un futuro a quei figli che ha generato, di sedere a tavola circondato dai propri nipoti… non gliene importa niente delle DAT, della procreazione artificiale, del gaypride, dell’aborto, della possibilità di andare a Londra con 15 euro, andata e ritorno, del divorzio breve e di tutte quelle cose che si risolvono in una superstizione. Perché se ad una cosa si attribuisce un potere che non ha, come la felicità per il divorzio, o la iella per il gatto nero che ti attraversa la strada, altro non è che superstizione. Insomma tutte quelle le cose alle quali sembrano essere attenti i ricchi semplicemente perché le loro finanze ne consentono l’acquisto, e sulle quali pretendono il favore della legge, ottenuto magari, con battaglie radicali.

Ecco come il governo potrà fare la differenza, come potrà essere alternativo. Sarà attento all’UOMO COMUNE o al superuomo delle elite? Si occuperà di famiglia o di unioni gay? Si preoccuperà di incentivare l’assunzione degli immigrati o dei disoccupati in quanto tali? Continuerà a chiamare i privilegi “diritti acquisiti” o si occuperà di chi quelle cose non le ha avute mai, né come diritti né come privilegi? Ridarà all’uomo comune la libertà di passare la domenica in famiglia, o affermerà il diritto del mercato di schiavizzare gli uomini a tempo pieno, spacciandolo per “libertà di consumo h24?

Insomma, da che parte starà il nuovo “governo del cambiamento”, definizione che di suo induce in sospetto, perché il copyright è rivoluzionario e l’esito storico, già verificato, è che tutto cambia perché nulla cambi.

Lo sapremo presto da che parte sta….

E comunque, intanto, ai sinistri auguriamo “buon mal di pancia”, è così che si scontano i peccati!

PP

2 comments
  • Angelo Torre
    giugno 3, 2018 at 7:41 am

    Finalmente un ipotesi dichiarata di cambiamento verso ciò che è naturale e non artefatto dall’uomo. Speriamo bene. Comunque io mi fido di Salvini perché in campagna elettorale ha dichiarato palesemente di affrontare queste tematiche nel rispetto dei valori non negoziabili

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  • Fr. Candido
    giugno 6, 2018 at 10:40 pm

    Sono contento di sentire parlare un ministro in questa maniera. Una posizione contraria al pensiero unico che propongono i “maestri di pensiero “ di oggi. Gli ipocriti democratici in casa degli altri e non in quella loro. Che se non ripeti i mantra loro sei un bigotto, un superato dalla storia, ecc.
    Mi spiace che alcuni uomini di Chiesa, piegati al pensiero unico, non abbiamo la chiarezza evangelica di dire : “si,si; no, no”.
    Fr. Candido

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