L’ IMMACOLATA – SIGNORA DELLA STORIA

In Maria si trova l’idea dell’uomo perfetto, l’idea che Dio aveva in mente nel creare il primo uomo, e così Maria non è propriamente la seconda Eva, ma la prima Eva, quella che non è caduta.
(Adrienne von Speyr)

Un culto antico come la Chiesa

Maria Immacolata è una realtà che la Chiesa ha creduto e pregato da sempre. Si ha certezza che già dal VI secolo  la Chiesa orientale rendeva questo culto liturgico alla Madre di Dio. In occidente la solennità dell’8 dicembre si festeggia dal 1708 e ricade esattamente nove mesi prima dell’8 settembre, festa della Natività di Maria. Papa Francesco ha ribadito che “Maria è stata preservata dal peccato originale, cioè da quella frattura nella comunione con Dio, con gli altri e con il creato che ferisce in profondità ogni essere umano. Ma questa frattura è stata sanata in anticipo nella Madre di Colui che è venuto a liberarci dalla schiavitù del peccato” (8/12/2013). Il Papa ha espresso verità credute e pregate dalla Chiesa Cattolica che, durante il suo cammino, ha sviluppato i modi più appropriati per esprimere tale verità sul piano dottrinale, al fine di cautelare l’autenticità della tradizione dell’evento. Nel tempo non mancarono diatribe teologiche, tra Domenicani macolisti e Francescani immacolisti, comunque, anche le più vigorose contrapposizioni sull’argomento erano frutto di una fede viva, sentita, vissuta e alle volte turbolenta.

Una verità confermata dal cielo

L’11 febbraio 1858, a Lourdes, sconosciuta località sugli Alti Pirenei francesi, Bernadette Soubirous una pastorella di 14 anni, sostiene di avere avuto l’apparizione di una Bella Signora. Per diciotto volte la Bella Signora le appare e le parla. Durante il sedicesimo incontro la Signora disvela la sua identità dicendole in dialetto patois: “sono l’Immacolata Concezione”. Sul piano dei fatti era straordinario che una ragazza pressochè analfabeta esprimesse un concetto che Papa Pio IX aveva utilizzato nel 1854 nella bolla Ineffabuilis Deus per definire il dogma. Come poteva quella fanciulla inventarsi una cosa del genere? La Francia, già al tempo campionessa di laicitè, si apprestava a vivere un periodo di resurrezione cristiana. Lo stesso Napoleone III fece fondere il bronzo dei 213 cannoni russi, che avevano cannoneggiato le truppe francesi a Sebastopoli, nella recente e vittoriosa guerra di Crimea, per erigere una grande statua (alta 25 m.) dell’Immacolata che, dal 1860,  si erge presso il santuario di Notre-Dame di Puy. La Francia rivoluzionaria, laica, massonica e anticlericale rendeva onore a Maria Immacolata già agli albori della proclamazione del dogma. L’iniziativa di Napoleone III, più o meno intenzionalmente, propone il dogma mariano su un piano sociopolitico. Come se non bastasse, per ironia della storia, l’allora Arcivescovo di Parigi, Mons. Marie Dominique Auguste Sibour, si era detto contrario alla proclamazione del dogma. Il beato Papa PIO IX lo volle accanto a se al momento dell’annuncio del dogma.

Maria Immacolata in relazione alla storia e alla cultura

Il culto universale di Maria Immacolata si diffonde in un mondo in cui il liberalismo è trionfante, il marxismo si propaga (1848 Il Manifesto del Partito Comunista), il positivismo di Comte apre le porte ad una scienza pensata come una “fede nel futuro”, il materialismo e il darwinismo sociale aprono a una cultura che rifiuta ogni riferimento soprannaturale. Da lì a poco sarà annunciato che “dio è morto”. Un quadro culturale giunto, oggi, ai suoi frutti più maturi con il dilagare dell’ultima ideologia rimasta, il “progressismo”.

Il privilegio mariano che va sotto il nome di Immacolata Concezione, ha implicazioni antropologiche e culturali ampie e profonde. All’inizio della storia dell’uomo è avvenuto qualcosa che ha sconvolto il suo destino, il peccato originale. Nella storia umana si è innestata la morte, con tutte le sue conseguenze, il decadimento psicofisico, la malattia, la violenza tra simili e quella verso e nella creazione. La vita dell’uomo che doveva svolgersi nell’Eden per compiersi in cielo, si trasforma in un tragedia che esige una soluzione, una redenzione. Maria è la prima fra i redenti, ed incarna il primo essere umano tornato all’origine, al suo passato con un “in più”, rispetto ad Adamo: “noi, da sempre, siamo stati scelti da Dio per vivere una vita santa, libera dal peccato” (Papa Francesco 08/12/2013).

L’ideologia progressista non può accettare tale idea, nega la possibilità di una rottura primordiale, perché essa radica l’uomo nel futuro non nel passato. Attraverso la scienza l’uomo diverrà immortale. Sorto dalla materia e soggetto alle “leggi” del caso e della necessità, l’uomo nuovo del progressismo nutre nel futuro una fede cieca. L’immacolata  si pone molto al di là, Ella proclama che c’è bisogno di redenzione, c’è bisogno di Dio da cui l’uomo dipende, la salvezza dell’uomo vale tutti i tesori della terra. La colpa è ribellarsi a Dio, chi vuole corrispondere alla vocazione di diventare pienamente uomo, essere persona perfetta come all’inizio, essere se stesso, ha Maria a cui conformarsi, l’Immacolata si pone come senso della storia dell’uomo, destino a cui gli è chiamato in Cristo. Per il progressismo la colpa è frutto delle strutture sociali, la persona diventa individuo, e quest’ultimo esiste in funzione del collettivo secondo il marxismo, del “tutto o di Gaia” secondo il  progressismo. L’uomo è un essere senziente tra gli altri, non è necessario e vive in Gaia, un tutto vivente. Un essere così, è sacrificabile ai progetti di “società perfetta” che, come la storia mostra, ordinariamente e tragicamente falliscono. La cronaca odierna è segnata dalla lotta tra l’uomo a immagine di Cristo e il “transuomo”, l’uomo oltre l’uomo profetizzato da Nietzsche e da Lenin come “fase suprema del capitalismo” e suo approdo biopolitico. In questo contesto è Maria Immacolata il punto di riferimento, la Madre del Cristumanesimo, unico vero argine al dilagare del transumaneismo, delle aberrazioni del progressismo e dell’arrivo dei mostri che Tolkien, in chiave fantasy, presagisce nel Signore degli Anelli. Una pre-visione del tempo che stiamo vivendo.

L’Immacolata indica il senso della storia e la verità intorno all’uomo ed alla società. Sbagliare storia, uomo e società vuol dire sbagliare politica, un errore che implica un prezzo da pagare nel tempo, riguardo alle società ed alle nazioni, nell’eternità riguardo alle scelte personali di ogni persona. La devozione a Maria Immacolata coinvolge le verità credute non solo in merito alla fede ma in merito all’uomo e alla società, con inevitabili coerenti ricadute sul pensiero politico ed economico.

Alle nozze di Cana l’Immacolata mostra una concretezza sorprendente, dice due cose “non hanno vino” e “fate quello che Egli dirà”. Un senso del concreto che è travasato nella Dottrina Sociale della Chiesa, che lungi dal proporsi come una ideologia alternativa, è un luogo dove la Chiesa Cattolica incontra il mondo. Un incontro al quale Maria è sempre presente perché ad essa è stato affidato Giovanni il quale a sua volta la prende con se per tenerla “fra sue cose più preziose”. Maria e Giovanni, l’Immacolata e l’umanità. La devozione, il rapporto di amore tra la protosalvata e l’uomo in via di salvezza, vera e perseverante, genera una storia, un mondo e un uomo ma soprattutto un modo cristiano di approcciare le cose del mondo. In definitiva una visione politica che come afferma Don Luigi Sturzo, “comincia con una negazione spirituale del male, e una spirituale affermazione del bene”. Sin dall’inizio la visione cristiana delle cose del mondo e l’approccio ai problemi del vivere sociale, non è una rivoluzione delle e nelle strutture, ma passa per un’adesione personale al bene.

Conclusione

L’immacolata è il richiamo permanente a fidarsi di Dio sul piano personale e su quello sociale: “L’uomo non si fida di Dio. Egli tentato dalle parole del serpente, cova il sospetto che Dio, in fin dei conti, gli tolga qualcosa della sua vita, che Dio sia un concorrente che limita la nostra libertà e noi saremo pienamente esseri umani quando lo avremo accantonato… Non vuole contare sull’amore .. egli conta sulla conoscenza, in quanto essa conferisce potere. Piuttosto che sull’amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in  modo autonomo la sua vita. Nel fare questo egli si fida delle menzogna piuttosto che della verità… Tutto questo è raccontato con immagini immortali nella storia della caduta originale e della cacciata dell’uomo dal Paradiso terrestre” (Benedetto XVI 8/12/2005). Ogni 8 dicembre, con Maria Immacolata celebriamo “l’icona più perfetta della libertà e della liberazione dell’umanità e del cosmo” (Libertatis conscientia, 97), una libertà che si fonda sulla verità. Oggi la Libertà e la Verità sono messe in discussione dal progetto  sociopolitico di stampo  progressista, che vuole ricomprendere tutto, regolare tutto, tutto sottomettere, in vista di una società anticristica, perfetta e transumanizzata. Il cristiano, nella Dottrina Sociale della Chiesa trova principi e criteri di giudizio indispensabili a concepire direttive concrete ed operative, per costruire un mondo a misura di uomo e secondo quel piano di Dio che l’Immacolata dona nella sua stessa persona dicendo “fate quello che Egli vi dirà”.

Paolo Piro

 

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