La scuola italiana e il progetto di ri-educazione dei nostri ragazzi.

MalaScuola, “gender, affettività, emozioni: il sistema educativo per abolire la ragione e manipolare i nostri figli” Elisabetta Frezza (Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2017).

Il titolo è inquietante ed evoca il contrario della legge 107, detta «la buona scuola», un titolo che ha la pretesa di auto certificare come “buono” un modello di scuola in realtà devastante. Tutte le scuole stanno subendo gli effetti subdoli di questa manovra invasiva e dal carattere autoritario.

I batteri di questo frutto avariato si vanno diffondendo. Il pensiero unico e’ cosi tenuto in piedi da un’imponente impalcatura pedagogica sorretta dai cultori della materia LGBT, per conto dei quali operano agenti inseriti in ministeri-chiave. L’operazione può contare, infine, sulla pigrizia intellettuale della gente, che assiste al collasso generale senza reagire.
Il salto di qualità è dato dall’imposizione ufficiale, per legge, di tutto un complesso di pseudo-valori – scimmiottatura truffaldina dei valori veri su cui è fondata, cresciuta e fiorita la nostra civiltà occidentale.
Il veicolo principe del veleno ideologico sono infatti le parole, cioè gli involucri attraenti in cui le idee eversive vengono incartate e poi diffuse nel gergo corrente così che, una volta entrate nel lessico famigliare, tutti ci facciamo l’orecchio fino a restare contagiati, senza accorgerci, da un pensiero distorto. È un trasbordo ideologico inavvertito che in modo “dolce” trasforma la nostra mente.
Il libro inquadra la c.d. educazione di genere – e la c.d. educazione sessuale e affettiva che le fa da battistrada – nel contesto storico e normativo che l’ha alimentata. Ma non solo, allarga la visuale ad altri aspetti, meno appariscenti, ma non meno insidiosi, della degenerazione “educativa” di cui i nostri figli sono vittime involontarie.

D.I.

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