Lockdown mentale.

“Terribile quell’epoca, in cui degli idioti governano dei ciechi”.

William Shakespeare

Chi ritiene che la soluzione della diffusione del virus covid19 stia nel lockdown, finirà con il ritenere che il problema è l’essere umano stesso. I lockdownisti ritengono che la soluzione dell’epidemia sarebbe eliminare i contatti tra le persone. Il covid, il pericolo invisibile diventa la persona visibile, il mio prossimo. Il pericolo è l’altro che può trasmettermi la malattia. Sembra sentire Sartre “l’altro è il mio inferno”, almeno potenzialmente. L’idea del lockdown non è nuova, ma la scienza contemporanea l’ha rivestita di modernità attraverso un modello matematico elaborato dall’epidemiologo Neil Ferguson specializzato in “schemi di diffusione delle malattie infettive”, dell’Imperial College di Londra. Un lungo e accademico giro di studi e ricerche, per approdare ad un ”rimedio” vecchio come il mondo, con cui sono state affrontate le epidemie degli ultimi trenta secoli, “l’isolamento”.  Ferguson è un sostenitore della necessità del lockdown e della separazione. Ironia della sorte, l’epidemiologo durante l’ultimo lockdown fu colto in “flagranza di reato” perché ruppe l’isolamento per correre fra le braccia di una sua amica. Peraltro è stato rilevato che la rottura dei lockdown non comporta automaticamente la risalita di contagi. Quindi il lockdown non offre certezze scientifiche di incidere in  modo decisivo sulla diffusione del virus. Diversamente il distanziamento e l’isolamento, sul piano della cultura sociale e politica, trasferiscono il centro dell’attenzione dal virus alle persone che diventano il pericolo epidemico principale, la persona è il problema, è il vero nemico, piu’ della malattia stessa, al punto che   la collaboratrice del Presidente Conte, l’economista Marianna Mazzucato, parla della necessità di un lockdown climatico, per ridurre la Co2 e salvare l’ecosistema, teoria ampiamente diffusa dal quotidiano Avvenire. L’essere umano trasformato in nemico dell’altro, e in nemico della natura fino ad affermare propagandisticamente che occorre “fare meno figli per il bene dei nipoti”. La vera modernità non può passare per i lockdown pubblicizzati sulle prime pagine dei quotidiani. Una lettura con reiterate ipotesi, al vaglio del governo per contenere la crescita di positivi al Covid basate su chiusure e limitazioni, non si sa se fare uscire solo chi va al lavoro o chi va a scuola, oppure chiudere questa o quella attività economica. Dagli spostamenti tra Regioni ai bar, ai ristoranti e alle palestre, strette di fronte all’aumento dei contagi e ad un aumento di richieste nelle terapie intensive. Il diritto alla salute è tra i diritti fondamentali nella vita delle persone, a prescindere da età, genere o contesto socio-economico. L’OMS stabilisce che la salute è uno stato complessivo di benessere fisico, mentale e sociale e non la mera assenza di malattie o infermità. In questo senso si riferisce anche alla salute mentale, come dichiarato a più riprese dalle Nazioni Unite. Tutti hanno bisogno di un ambiente che supporti la salute mentale e il benessere emotivo. Se tale supporto non risulta essere idoneo o viene a mancare, chiunque può diventare un utente dei servizi per la salute mentale. Se ci chiuderemo di nuovo in casa forse non ci contageremo, ma moriremo lo stesso. Di solitudine, di mancate relazioni e di …. Fallimenti economici!!!  Secondo Wikipedia la solitudine è universalmente riconosciuta come la principale causa di depressione. In lingua inglese il concetto viene espresso con loneliness che si riferisce al dolore provato in condizioni di esclusione. La solitudine ci ucciderà più  del virus!!!! La colpevolizzazione di essere i trasmettitori ci farà guardare gli altri con sospetto, strusciando il muro con la schiena per distanziarci dal passante vicino ed infine, alla lunga, cambierà la nostra antropologia, la nostra idea dell’uomo. E forse giunto il tempo del pianeta delle scimmie? No, l’ideologia dello “smettere di vivere per non morire” avrà fine, l’uomo è qualcuno che porta in se qualcosa piu’ grande di se, questo vincerà. Infine, pur usando le misure necessarie a circoscrivere i contagi, non ne facciamo un assoluto, prima di tutto viene la persona umana, restiamo umani, abbiamo bisogno di incontrarci e di incontrare la fonte di tutti gli incontri, per questo Dio non voglia si prendano misure che impediscano la vita religiosa e di fede, altrimenti diventeremo tutti utenti dei servizi mentali…. vivi, forse, ma di quale vita?

 

Danila Italiano

 

2 comments
  • Mauro
    ottobre 27, 2020 at 7:35 am

    Qual’è secondo gli autori dell’articolo la soluzione, per fronteggiare questa emergenza sanitaria che sta dimostrando la sua aggressività su quel 5% di persone che hanno sintomi rilevanti portando gli ospedali palermitani già in tilt, se non si cerca di “governare” il flusso dei contagiati con chiusure parziali o totali, in modo tale da riuscire ad avere tanti casi quanto il sistema sanitario può curare?

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    • Admin • Post Author •
      ottobre 28, 2020 at 3:43 pm

      La Svezia ha usato il lockdown in modo parziale e locale e le sue TV hanno narrato il covid nei TG, evitando una saturazione h24, non consentendo agli esperti di divenire soubrette televisive. Nell’ultima settimana il tasso di decessi per milione è 1,47 contro 11,95 italiano. Ad oggi le vittime di coronavirus in Svezia sono 5.918. (ANSA) la Svezia ha poco più di 10 milioni di abitanti. Un sesto dell’Italia. Quindi ha avuto, in proporzione un quarto in meno di decessi evitando la chiusura del Paese, la colpevolizzazione dei cittadini, riducendo la crisi economica e, soprattutto, evitando l’instaurazione di un terrore sociale che mina la psiche con ricadute sul sistema immunitario. Quando abbiamo sentito i politici dire “ci affideremo alla scienza”, ci siamo chiesti, e gli scienziati, cittadini come altri, a chi si affideranno? È il politico che ha la responsabilità delle scelte e che, oltre al parere degli scienziati, dovrà tenere conto di tutti gli aspetti: economici, sociali, scolastici, di politica internazionale, militari, di psicologia sociale, di comunicazione. Non esiste la scelta perfetta, ma non si può basare una scelta così gravida di conseguenze sulla applicazione un modello matematico, per quanto eccellente possa essere sul piano teorico.Non è solo un problema di salute individuale.

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