Pillola dei 5 giorni dopo. Istruzioni per l’uso della solitudine.

 

Protezione e distanziamento

Che dal 1970 la natalità italiana abbia seguito un tracollo inarrestabile è un dato oramai acquisito. Il tasso di natalità italiano è di 1,3 figli per coppia, molto al di qua del tasso di sostituzione che dovrebbe superare la cifra “2”. Eppure in un quadro così desolante la parola figli fa ancora coppia con la parola rischio, incognita, problema ed infine, emergenza. La gravidanza è una sorta di malattia da prevenire, un processo da inibire, il suo innesco genera “emergenza”.

Il tandem maternità-emergenza è stato rinnovato dall’Agenzia italiana del farmaco. L’AIFA con la determina n. 998/2020, definita una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti, dà il via libera all’utilizzo da parte delle minorenni della “pillola dei 5 giorni dopo”, senza prescrizione medica. La pillola, meglio nota come “Ellaone”, permette la c.d. “contraccezione di emergenza”. Di che si tratta? L’OMS la definisce come metodica di supporto da utilizzare, prima possibile, entro 5 giorni da un rapporto sessuale non protetto. Il suo principio attivo interferisce con i meccanismi dell’ovulazione in senso contraccettivo anche se, cinque anni fa, il Consiglio Superiore della Sanità non aveva escluso pure un’azione antinidatoria, considerato il tempo prolungato degli effetti della pillola.

Ellaone andrebbe usata in modo sporadico e non come gli altri anticoncezionali. E’ di emergenza perché assunta dopo aver avuto un rapporto sessuale non protetto o in caso di fallimento del metodo contraccettivo. L’efficacia della contraccezione di emergenza è tanto maggiore quanto più precoce è l’assunzione. A chi si chiede se prendere questa pillola comporti dei pericoli per la salute, l’OMS risponde in modo bizantino, nel senso che non vi sarebbe alcuna condizione nella quale il rischio derivante dalla contraccezione d’emergenza ne superi il beneficio, consistente nella “prevenzione” della gravidanza. Ellaone è composta da una sostanza chiamata ulipristal-acetato, che agisce modificando l’attività dell’ormone naturale progesterone. La contraccezione di emergenza non è efficace in tutti i casi, infatti su 100 donne che assumono Ellaone, si verifica una gravidanza in circa 2 casi. A tal proposito è stato ricordato che senza nessuna “protezione” si hanno in media 55 gravidanze su 1000 rapporti, con levonorgestrel (pillola del giorno dopo) saranno 25 su 1000, con ulipristal acetato (pillola dei cinque giorni dopo) 9 su 1000.

La vera novità della determina dell’AIFA consiste nella eliminazione della prescrizione medica. Perché sarebbe importante la prescrizione medica ovvero la ricetta? Perché tutti i farmaci prescritti possono essere pericolosi se utilizzati in maniera inopportuna e fuori dal controllo del medico, per non parlare delle reazioni avverse che possono determinare gravi conseguenze nelle persone che fanno un uso smodato di questi farmaci, infatti Ellaone potrebbe essere utilizzata come un vero e proprio anticoncezionale dalle adolescenti, pratica che metterebbe in serio pericolo la propria salute, tralasciando il secondo possibile protagonista di questa storia: lo zigote, primo termine utilizzato per identificare i primi istanti di vita del bambino appena concepito. In tutta questa storia il bambino è solo una eventualità da scartare…. a proposito di “società dello scarto”. Peraltro Ellaone senza ricetta, ha un effetto antisociale, distanzia il rapporto delle minorenni con i genitori, con la famiglia e con il medico. Eppure secondo l’AIFA Ellaone sarebbe “uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono  a carico solo delle ragazze”. Una sedicenne acquista Ellaone evitando qualunque confronto, tranne che col farmacista e la cassiera. Però l’AIFA ha avuto un’idea, alla minorenne sarà consegnato un foglio informativo con le istruzioni per l’uso con il quale la ragazza ovvierà, solitariamente, alla carenza di rapporti umani affettivi come i genitori e competenti come il medico. Analizzando nel dettaglio questa decisione dell’AIFA si può notare come a farne le spese non siano solo le ragazze minorenni inconsapevoli talvolta dei gesti compiuti, e ignare del pericolo per la propria salute ma anche i ragazzi che chiaramente hanno parte attiva nel rapporto sessuale che determinerebbe l’assunzione del farmaco. Questo è stato chiarito e spiegato anche dal professore Filippo Boscia, presidente dell’ordine dei medici cattolici che ha definito la decisione dell’AIFA: “Una pessima decisione che va contro il sacro rispetto della vita e dell’etica dei sentimenti riducendo e banalizzando il rapporto uomo-donna a solo sesso e niente amore. Viene così a mancare in primis il rispetto della persona, ma anche della coppia e di colui che dal rapporto potrebbe nascere”.

Le ragazze, dunque, oggi hanno una “libertà” in più, se così possiamo definirla, assumere questo farmaco come se fosse una zigulì al gusto fragola, senza che la famiglia di appartenenza ne sia a conoscenza, né il medico, tantomeno il “partner”. Nessuna conseguenza, nessuna responsabilità, nessuna relazione, nessun confronto, Ellaone si configura come una pratica autistica, “protezione e distanziamento” come da mesi risuonano insistentemente gli altoparlanti presso i gate degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie.

Martina Eunoia

2 comments
  • Mauro
    ottobre 21, 2020 at 10:07 am

    L’uomo forte della sua scienza si sente Dio in Terra e quindi autorizzato a fare tutto ciò che gli piace svincolato dal qualsiasi riferimento morale.
    Invece è più schiavo degli Ebrei in Egitto o a Babilonia e questo trend negativo si invertirà solo quando nuovamente si convertirà alla Santissima Trinità.

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  • Tucci Valerio Maria - Valem
    ottobre 22, 2020 at 11:54 am

    È la conseguenza diretta di quanto discende dall’alto magistero di chi apre alle nozze omosessuali e pianta in pieno petto alla famiglia naturale la lama della sua ” misericordia “, per escluderla dalla centralità politica e sociale, abbandonarla alla persecuzione programmata del nuovo ordine mondiale.

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