Nessuna azione senza formazione!!!

Affermare la necessità dell’impegno politico senza richiamare l’esigenza di approntare un apparato teorico forte, sfocia inevitabilmente in un’azione debole e di breve respiro.
Idee chiare per una azione incisiva. Non c’è alternativa. Un volontà che non pone l’intelletto all’altezza delle sue intezioni non può che produrre azioni confuse che finiscono con il ricalcare modelli altrui.
L’apparato teorico capace di generare un’azione sociopolitica originale di stampo cattolico è idividuabile nella Dottrina Sociale della Chiesa. La DSC si richiama ad un patrimonio culturale in grado di indicare lo “scopo, prepolitico e meta politico” di un’iniziativa tesa a perseguire il bene comune. Solo una teoria circostanziata può offrire contenuti capaci di trasformarsi in propellenti per un’azione energica e convincente.
Influire cristianamente nel mondo contemporaneo è un’ azione complessa ed esigente, tuttavia se non è adeguatamente attrezzata finisce, tuttavia come reiteratamente accaduto, con un appiattimento sulle posizioni che vanno in conflitto con le verità ed i valori cristiani. L’azione politica del cristiano non può che essere originale e critica nei confronti di ricette di stampo liberale, social-comunista. Oggi, ad esempio, manca una critica rigorosa e severa al dilagante neoliberismo disumanizzante ed anarchico. Giuseppe Toniolo affermava che l’ordine sociale è fondato su un triplice dovere di carità , verso Dio, verso se stessi, verso il prossimo. Le parole “ordine” e “dovere” sfidano le parole “caos” e “diritti”, che oggi sono acriticamente condivise da schieramenti apparentemente alternativi ma, di fatto, omologati.
Dove trovare gli elementi chiarificatori di tante questioni odierne? Dove individuare quel bagaglio di cultura sociopolitica in grado di formare ed informare un’ alternativa?
La Dottrina Sociale della Chiesa offre un patrimonio di cultura sociopolitica di tale ricchezza, da poter ispirare un’azione politica alternativa ed incisiva. Basta con iniziative fondate sulla proclamazione di intenzioni vaghe ed imprecise, non corroborate da adeguati riferimenti culturali, che indichino verità e valori, principi e relative conseguenze, criteri di giudizio e direttive di azione. Le buone intenzioni non bastano, occorrono idee forti e uomini liberi, elaborazioni organiche e uomini non omologati al politicamente corretto. Non può essere tale chi vive situazioni personali pubbliche ambigue, chi ha militato in vari schieramenti allo scopo di perpetuare il proprio presenzalismo in politica, chi ha fatto del compromesso un sofisma utile a riciclare la propria presenza, invece di uno strumento di elaborazione politica che non metta, mai, in discussione i principi non negoziabili.
L’impegno politico non è da inventare, in modo dilettatistico, ma da ricostruire con rigore e pazienza. Nessuna azione senza formazione. Costruire un edificio esige un progetto, delle fondamenta, degli operai, la visione di un modello sociale, infine una “teoria della costruzione”. Questa teoria, cui fare riferimento non vagamente ma realmente, è la Dottrina Sociale della Chiesa.

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