CERCASI UOMO NUOVO TEORICO PER RISOLVERE PROBLEMI PRATICI

– Contro la teoria della prassi –

Il contesto socio politico italiano evidenzia l’irrilevanza ed ininfluenza dei cattolici in politica. La loro presenza si caratterizza per la tendenza a ripetere tesi altrui, senza apporti originali, nuovi e illuminanti a partire dal connubio fede ragione, che dovrebbe caratterizzarli.
Come si spiega l’incapacità di dare un contributo al bene comune, che colga il “punto” delle cose, senza la pretesa di gestirle e organizzarle, cioè senza pretendere posti e potere. Spesso coloro che si dichiarano politici “cattolici” pretendono di gestire e organizzare, di avere ruoli di governo o amministrativi ma, al dunque, mostrano la propria incapacità ad afferrare i problemi e gestirli, partendo dal loro essere cattolici.
Di liberali e socialisti ci bastano gli originali, non abbiamo necessità di avere copie cattolico-vestite. Cosa manca per riprodurre nella società la presenza dei laici cattolici?
Forse, molto semplicemente, manca IL VANGELO. Ma dove si trova esplicitata la dimensione socio politica del Vangelo?
Non è difficile rispondere. Si trova nella Dottrina Sociale della Chiesa che esprime il Vangelo nel suo farsi applicazione sociale, con tutta la sua ricchezza, profondità ed esperienza dell’umano. Nel XX secolo fu Don Luigi Sturzo a riproporre il patrimonio della DSC esprimendone, per il suo tempo e in quel contesto, la capacità di ispirare azioni concrete. Ma, al di là delle opere politiche, amministrative e sociali, l’aspetto più attuale di Sturzo sembra andare al di là. Don Luigi Sturzo non fu, quel che si dice “un uomo pratico”, tutt’altro, Don Sturzo fu uomo di pensiero, diremmo un teorico la cui riflessione tocca livelli elevati. Leggere Sturzo, per l’uomo contemporaneo è impegnativo. L’uomo di oggi è tendenzialmente superficiale, abituato a comunicare con un sms, che non è capacità di sintesi, magari lo fosse, ma più banalmente “fretta” di concludere, di opinare, perché noi abbiamo poco tempo, siamo “uomini pratici” non avvezzi alle teorie. Siamo gli adepti della religione della tecnica, vittime dell’eresia dell’azione, sempre alla ricerca dell’algoritmo che risolve tutto. Infatti, di solito, non risolviamo niente e ci dibattiamo sempre negli stessi problemi!!! Magia degli algoritmi.
Sai quando è la pratica? Quando sei informato su tutto, usi alla perfezione i software ultimo grido, con dieci euro prendi l’areo per Sidney, andata e ritorno si intende, vai in vacanza alle Baleari, sui vini sei meglio di un enologo, conosci tutti i possibili impasti della pizza e…. intanto, tua moglie se ne andata con un altro, tu ti sei consolato con un’altra, tuo figlio non è mai nato perché prima dovevate pensare al lavoro, il tuo paese ha una denatalità al 1.35 ed è prossimo all’estinzione, il 40% dei giovani sono disoccupati, gli altri sono all’estero, e qui non funziona niente.
Un tale uomo manca dell’attenzione sufficiente per leggere gli scritti di Sturzo. Ricchi, complessi, un pensiero che scende nella profondità dei temi per poi elevarsi alle altezze che offrono lo sguardo complessivo, completo, definito, capace di dare una “visione”. Lo sguardo senza il quale nessuno è umanamente in grado di pensare soluzioni a problemi concreti sempre più estesi e complessi. Non esiste un altro modo umano per affrontare i temi sociopolitici, non esiste software in grado di produrre strumenti politici risolutivi. Abbiamo bisogno, più che mai, di teorici per risolvere problemi pratici di grande portata. La soluzione a qualunque problema sta nel “principio” che ispira, per caduta, la soluzione pratica, particolare ed adeguata. L’azione senza visione diventa insensata e non risolutiva.
Abbiamo, quanto mai, bisogno di dottrina, di una teoria che fondi ed ispiri l’agire concreto. Ecco la prima indicazione “pratica” che ci offre Sturzo, ancor prima di entrare nel cuore dei problemi, è indispensabile tornare ai principi che ispirano e fondano l’agire. Un’azione fondata su basi solide, limpide, chiare a partire da una antropologia che risponda sufficientemente alla domanda: chi è l’uomo? Solo in tal modo i cattolici possono tornare ad essere protagonisti del dibattito culturale e politico, a partire dal Vangelo, cioè dalla Dottrina Sociale della Chiesa! ​

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