1917 -2017: COMUNISMO… PER NON DIMENTICARE

Chi è padrone del passato, è padrone del futuro

Nel 2017 ricorreva il centenario della Rivoluzione russa ed i 50anni dalla morte di Ernesto Che Guevara, un personaggio che ha affascinato o irritato intere generazioni.
I due anniversari sono stati poco considerati dai media, dalla scuola e dalle altre agenzie culturali, partiti, chiesa, etc, come se si trattasse di avvenimenti e personaggi risalenti alle guerre puniche, quindi di scarso interesse. Eppure il Comunismo è stato un evento culturale, sociale e politico che ha influenzato ed insanguinato tutto il Novecento. Ancora oggi è innegabile la sua capacità di suscitare interesse e passione. La più grande nazione del mondo, la Cina, ancora oggi ha un regime comunista. Nel nostro Paese gli eredi del più grande partito comunista dell’occidente, il PCI, nonostante tutte le sue metamorfosi, rivendicano, un ruolo politico di rilievo.
Vorrei considerare il comunismo perché la Chiesa, che è il Cristo diffuso nella storia e nel mondo, non solo predica il Vangelo sociale, cuore della Dottrina Sociale della Chiesa –DSC- ma anche perché essa opera per costruire il Regno di Dio nel mondo, confrontandosi con quei regimi e quei sistemi socioculturali che lavorano per costruire regni alternativi, secondo la loro visione. Infatti, l’obiettivo ultimo della rivoluzione marxista era, per mezzo della dittatura del proletariato, costruire l’uomo nuovo in un mondo nuovo. Un essere umano che pensasse e agisse in maniera nuova rispetto al tipo realizzato dalla bimillenaria cultura europea intrisa di cristianesimo, di filosofia greca e di diritto romano. Un progetto molto simile a quello nazional-socialista di Adolf Hitler. I due sistemi di pensiero, divenuti regimi socio-politici, tendevano a creare l’uomo nuovo. Scrive giustamente la Thom, sovietologa della Sorbona di Parigi: “In entrambi i sistemi si riscontra un’ideologia la cui ambizione è di dar vita a un uomo nuovo. Questo significa che entrambe le ideologie non accettano la natura umana così com’è; sono in guerra con la natura (…) umana. Questa è la radice del totalitarismo, del nazismo e del socialismo sovietico. I nazisti hanno un’ideologia basata su una falsa biologia, il comunismo si basa su una falsa sociologia, ma entrambi i sistemi hanno la pretesa di essere scientifici e di poggiare su basi scientifiche”.
I nazionalsocialisti per realizzare l’ariano vero dovevano eliminare esponenti di altre razze inferiori o membri malati della stessa razza: zingari, ebrei, slavi, omosessuali, malati mentali, disabili, ecc. I comunisti per realizzare il proletario vero dovevano eliminare tutti i rappresentanti di altre classi socio-economiche: nobili, borghesi, preti, piccoli possidenti, membri di altri partiti e religiosi di ogni fede.
Entrambi i totalitarismi, nella loro realizzazione storica, prevedevano una pars destruens e, successivamente, l’avvio di una pars costruens. I due sistemi ideologici si rifanno ad visione tipica della dialettica hegeliana. Essi contemplano un passaggio storico negativo, che dovrebbe portare ad una situazione storica positiva. La violenza è stata teorizzata e portata avanti con disinvoltura. In un articolo del gennaio 1848, sul Neue Reinische Zeitung, diretto dal suo amico Karl Marx, dal titolo emblematico “Perché uccidere è essenziale”, Engels afferma che quando si fosse realizzata la rivoluzione socialista, sarebbe stato necessario eliminare alcune società europee rimaste indietro perché non ancora giunte alla fase capitalista vista come evento previo della rivoluzione socialista. Essendo “l’immondizia dei popoli”, bisognava procedere alla loro eliminazione. Si riferiva ai Baschi, ai Bretoni, ai montanari Scozzesi, ai Serbi. Non aveva pensato ai Meridionali dell’epoca che vivevano simili arretratezze socio-economiche! La previsione secondo cui la rivoluzione comunista si sarebbe realizzata in paesi a capitalismo sviluppato, si rivelò errata, poiché essa si compì in Russia, che non era certamente un paese capitalista.
Le teorie di Marx ed Engels furono studiate da Lenin che, insieme a Stalin, avviò il partito bolscevico in Russia, con la presunzione di guidare e diffondere la rivoluzione socialista in tutto il mondo, sostenendo con soldi, uomini e armi i partiti comunisti locali. Questi partiti comunisti dovevano essere il lievito che fermentava la pasta della rivoluzione proletaria planetaria.
Ma l’Unione Sovietica, appena nata, fu costretta a rimandare questo progetto, concretizzato solo dopo la Seconda Guerra Mondiale quando il comunismo dilagò nel resto del pianeta. Il primo Paese preso di mira dall’espansionismo sovietico fu la Polonia, che in modo eroico, il 16 agosto del 1920, fermò l’Armata Rossa alle porte di Varsavia. Il Generale polacco Josef Pilsudski umiliò i sovietici, obbligando Lenin a rimandare l’espansione comunista in Europa. I polacchi pagheranno cara la loro generosità. Nella primavera del 1940, con l’avallo di ADOLF Hitler, nella foresta di Katyn, vennero trucidati 22.000 prigionieri polacchi, fra essi tutto lo stato maggiore dell’esercito e quasi tutti gli ufficiali delle Forze Armate polacche. Dopo il 1945, i primi a cadere sotto l’influenza del comunismo sovietico furono quelli geograficamente più vicini: Bulgaria, Romania, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria e Albania. Nel 1949, per opera di Mao Zedong, fu fondata la Repubblica Popolare Cinese guidata dal Partito Comunista che aveva sviluppato un’interpretazione del marxismo-leninismo: il maoismo, che molto affascinò il sessantotto europeo e mondiale. Negli anni Cinquanta, la Cambogia, il Vietnam e il Laos, in lotta con i colonizzatori francesi, videro imporsi dei sistemi comunisti. Il più violento fu quello di Pol Pot che con i suoi Khmer Rossi, “purificò” la Cambogia sopprimendo circa due milioni di persone! Quasi la metà di quel popolo.
Nel gennaio 1959, Fidel Castro conquistò il potere a Cuba e instaurò un regime comunista legato a doppio filo con l’URSS e avente come compito primario, diffondere la rivoluzione comunista in tutto il Sudamerica. In quest’operazione ebbe un grande ruolo Che Guevara, detto il Chè, che operò anche in alcuni stati africani.
Da questi brevi cenni storici emerge la consistenza e la pervasività del movimento comunista che dilagò a livello planetario in due modi: portando al potere i partiti comunisti che instauravano regimi totalitari nei propri paesi, e sviluppando un’azione d’influenza socio-culturale capace di condizionare politicamente, in senso socialista, le forti democrazie europee.
Giovanni Paolo II che ben conosceva i regimi comunisti, definì il comunismo come male assoluto. Il motivo è semplice: il comunismo, volendo creare un uomo e un mondo nuovi, è alternativo al cristianesimo che ritiene che il vero Uomo Nuovo sia Cristo, vero Dio e vero Uomo, che per la potenza dello Spirito Santo costruisce una nuova umanità fondata sulla comunione col Padre e con i fratelli in una logica escatologica che ha un fine ultraterreno e ultrastorico. Quest’opera di salvezza, il Christus totus, è portata avanti nell’umanità dalla Chiesa indissolubilmente a Lui congiunta.
Quei comunisti “ingenui” che nutrono il desiderio buono di combattere l’ingiustizia sociale, finiscono inevitabilmente col diffondere una medicina peggiore della malattia perché il comunismo è intrinsecamente ateo, materialista, violento e antidemocratico. Secondo studi autorevoli, in un secolo di storia, il comunismo ha mietuto 85/90 milioni di vittime! Una terza guerra mondiale!
Queste brevi considerazioni sul passato, servono per comprendere il nostro presente. Alcuni esponenti del pensiero libel-radicale, oggi attori dei cosiddetti poteri forti (mass-media; alta-finanza; università; ONG; ONU; istituzioni mondiali; ecc), sembrano aver ereditato idee-chiave del nazismo (eugenetica) e del comunismo (abolizione della famiglia naturale). Essi hanno ripreso il progetto ideologico di creare un’umanità nuova capace di autodeterminarsi secondo i propri desideri, elevati a diritti e conducono una guerra contro la natura umana nella sua radice, che è la differenza sessuale (si pensi al gender). Alterano il concetto di famiglia e di matrimonio fondandolo sui desideri e non sulla natura profonda che Dio ha dato all’umanità. Come i loro padri, tentano di fondare scientificamente le loro posizioni ideologiche e vogliono eliminare quegli individui giudicati inutili, scartandoli attraverso l’aborto e l’eutanasia. Inoltre, tentano di eliminare con la classica accusa di arretratezza culturale tutti coloro che, ritenuti non al passo con i tempi, la pensano diversamente. La stessa parola: Bolscevico, vuol dire “maggioranza”, poiché il comunismo parte dal presupposto che è intollerabile qualunque pensiero alternativo. Oggi siamo in grado di fare il bilancio di un movimento che ha dominato la maggior parte del XX secolo e di stabilire se il suo fallimento sia stato dovuto a un errore umano, o a difetti insiti nella sua stessa natura.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *