“SOCIETA’ DOMANI STAGE ESTIVO 2019” –- Preghiera, studio e fraternità –

Dal 29 agosto all’1 settembre, presso la Casa del Vangelo Tabor di Motta d’Affermo, si sono ritrovati soci ed amici dell’Associazione Culturale Societa’ Domani per il consueto stage estivo, giunto alla sua 21^ edizione. I 35 partecipanti hanno seguito il tema: “PROGRESSO e PROGRESSISMO – Riflessione filosofica, storica, teologica e politica sull’ideologia che anima il potere contemporaneo”. Ogni anno l’incontro propone momenti di preghiera, approfondimenti culturali e vita di fraternità. Non è mancato il contatto con il territorio, grazie al percorso storico-artistico di Motta guidato dall’’Arciprete Don Franco e dal Sindaco Dr. Adamo, che hanno illustrato la storia dei luoghi e la vivace presenza di testimonianze culturali del passato e del presente.

 

Dal Castello di Motta, oggi sede del movimento Presenza del Vangelo, si gode un raro ed impagabile panorama dai quattro punti cardinali, sulle vallate circostanti, fino ad intravedere sull’’orizzonte del mare, le Isole Eolie. Il luogo invita al raccoglimento, il nome “CasaTabor”, voluto dal fondatore Padre Rivilli, è quanto mai appropriato ad un contesto che richiama l’’episodio evangelico del “facciamo tre tende…”. La sera, le terrazze del Castello, sono un invito seducente ad indugiare sotto una volta celeste non contaminata dalle luci della tecnologia, occasione degna di un poeta o di un astronomo. E’ facile farsi incantare dalla via lattea perdendo il senso del tempo, mentre si recita, comunitariamente, il Rosario con gli occhi puntati verso l’alto, rapiti dal luccichio delle stelle.

Le tre giornate di vita comunitaria hanno sviscerato il tema “progresso e progressismo”, grazie agli approfondimenti di Don Lillo D’Ugo sugli aspetti storici e filosofici e del Prof. Gaetano Profeta sulla dimensione teologica del tema. Il Presidente di Societa’ Domani, Paolo Piro ha tratteggiato le ricadute dell’ideologia progressista nella cultura politica contemporanea. I contenuti della “tre giorni” sono ampiamente esposti nel n.3/2019 della rivista trimestrale di Dottrina Sociale della Chiesa edita dall’Osservatorio Internazionale Card. Van Thuan (www.vanthuanobservatory.org), presieduto dall’Arcivescovo di Trieste Mons. Giacomo Crepaldi, con il quale alcuni membri dell’’associazione intrattengono rapporti di collaborazione.
Passando in rivista la storia dell’’idea di progresso è emerso che l’’innesto del cristianesimo nella civiltà umana è stato decisivo. Con l’’annuncio e la narrazione della storia della salvezza è maturata l’’idea di sviluppo non solo religioso ed etico, ma anche scientifico, tecnico e politico. L’’uomo ha scoperto che il suo cammino ha un fine. L’’uomo in Cristo ha un futuro e con esso una speranza, che è la chiave del progresso. La speranza motiva l’’uomo a crescere, non solo individualmente, ma come comunità. La società del progresso ha ineludibili radici cristiane. Con l’’avvento dell’illuminismo la cultura umana concepisce una variante di stampo ideologico all’’idea di progresso, “il progressismo”.
La sintesi dello stage, realizzata con l’’apporto dei partecipanti, ha definito il progressismo come un’ideologia di stampo messianico, una sorta di religione immanentista, che colloca tutta la vicenda umana nella storia, senza possibilità di fughe trascendenti. Dio non è negato, è semplicemente assente, come narrato dal romanzo distopico di Aldous Huxley “Il Mondo Nuovo”. Il mondo non è il creato, ma è la materia evoluta di James Lovelock, è “Gaia”, un tutto vivente panteista in cui l’’uomo è parte, peraltro non indispensabile anzi, per dirla con Peter Singer, è parte dannosa “cancro della natura”. Il progressismo, agnostico e panteista, ispira visioni politiche dale quali non solo Dio è escluso, ma nelle quali l’’uomo abdica alla sua dignità di persona. L’idea politica progressista si affida al “sol dell’’avvenire” della scienza e della tecnologia, in una visione transumana e post umana. Si affida ad un nichilismo dove tutto è possibile, tutti i desideri degli uomini diventano diritti, abdicando alla ragione ed alla ragionevolezza. Non è un caso che il regnante Pontefice, Papa Francesco, abbia sinteticamente e magistralmente definito uno dei più insidiosi cavalli di battaglia del progressismo, il gender, come “un errore della mente umana” (Napoli, incontro con i giovani del 21marzo 2015). Il “progressismo” è la sfida culturale che i cristiani sono chiamati ad affrontare, oggi, nel loro impegno di nuova evangelizzazione.

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