TORNIAMO AD ALZARE LA VOCE … perché “abortire è come assoldare un sicario”.

Papa Francesco, lo scorso 10 ottobre, ha parlato in modo molto duro dell’aborto. Dire che abortire è come assoldare un sicario è un’espressione che non lascia molti margini alla tolleranza e che non concede nulla anche all’attenzione rispettosa, che taluni riservano anche in campo ecclesiastico all’aborto, UN DELITTO TRASFORMATO IN DIRITTO. D’altra parte il Rapporto del Ministero della Salute sull’applicazione della legge 194/78 per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza IVG, parla chiaro, nel 2016, sono stati effettuati 84.926 aborti legali, il 26,4 % da donne che hanno già abortito almeno una volta. Il 52,2 % è realizzato con metodo Karman. Il 5.3% degli aborti avviene oltre la 12^ settimana di gestazione. Questi, ed altri, i dati forniti dalla Relazione, dati definitivi per il 2016. Il rapporto ha difficoltà a quantificare gli aborti clandestini confermando, comunque, che il fenomeno esiste.
La relazione sottolinea che dal 1983, l’IVG è in continua e progressiva diminuzione ed attualmente il tasso di abortività del nostro Paese è fra i più bassi tra quelli dei paesi occidentali. I toni ottimistici del rapporto del Ministero della Salute, celano il consuntivo di una strage, che anno dopo anno si consuma a spese di bambini concepiti e non nati e di donne delle quali raramente si racconta il dopo aborto con le sue conseguenze. Peraltro occorre sottolineare che in Italia nel 2016 sono state vendute 189.589 confezioni di EllaOne (pillola dei cinque giorni dopo) e 214.532 confezioni di Norlevo (pillola del giorno dopo), pillole anticoncezionali che nei casi in cui il bambino sia stato concepito provocano l’aborto. Di tali aborti, quindi, non si ha contezza ma, a giudicare dai numeri delle pillole vendute, l’aborto chimico, privato, fai date, ha acquisito una diffusione elevata, difficilmente verificabile.
I numeri indicati dalle relazioni ministeriali degli ultimi 40 anni, tanti ne ha la 194, sono da mettere in relazione con quelli della disastrosa situazione demografica, in caduta libera dal 1971, alla quale la cultura abortista è tutt’altro che estranea, lo testimonia il numero a sei zeri, dei bambini non nati in 40 anni: 6.000.000.
Nonostante tutto ciò, se sostieni che la legge 194 è una legge ingiusta, ti silenziano. Se affermi che la legge 194 va abrogata, ti oscurano. Se osi affermare che l’aborto è sopprimere la vita innocente, ti accusano di speculare sulla pelle delle donne. Se dici che l’aborto è nazismo coi guanti bianchi, fanno finta di niente e si girano dall’altra parte. Noi invece ne vogliamo parlare. Vogliamo mettere in evidenza che la legge 194 crea falsi diritti. Vogliamo dire chiaramente che l’aborto produce vittime innocenti.
E’ NECESSARIO smascherare la cultura della morte e testimoniare la cultura della vita. Senza sudditanza culturale, senza reticenze, senza paura.

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