UNA MEMORIA VERA PER UN PENSIERO FORTE

18 aprile 1948 – 18 aprile 2018

Le elezioni politiche del 18 aprile 1948 videro la partecipazione del 92,19% degli aventi diritto. La Democrazia Cristiana riportò una vittoria epocale, con il 50% dei voti, anche se non fu la DC a costruire quella vittoria. A vincere furono i Comitati Civici di Luigi Gedda, praticamente le parrocchie con il sostegno dato dal Sommo Pontefice PIO XII. I democristiani raramente ricorderanno quella provvidenziale vittoria e cercheranno, nei fatti, di far dimenticare Gedda ed i suoi comitati. Quel giorno vinsero l’anticomunismo e la profonda identità cattolica del popolo italiano.
Le istituzioni repubblicane democristiane non fissarono mai quella data nella storia politica del Paese, minimizzando quell’evento, non dandogli l’onore della celebrazione rarefacendo, così, la memoria, elemento necessario a costruire una storia ed una identità. I fatti ci dicono che la mancanza di tale memoria è stato uno dei presupposti grazie ai quali il crollo dell’Unione Sovietica, nel 1989, segnò una sorta di mortificazione dell’anticomunismo e dell’epopea dell’anticomunismo con i suoi morti ed i suoi eroi, passati nel dimenticatoio.
Insomma, i padroni del passato, hanno voluto spadroneggiare sul futuro, cancellando quel 18 aprile affinché non si ricordasse la vittoria della civiltà e l’affermazione dei principi cristiani, di libertà e di verità, sulla barbarie rossa.
Quel giorno il Partito Comunista Italiano guidato da Palmiro Togliatti, sostenitore e sostenuto dall’Unione Sovietica, fu costretto a “sintonizzare” le prospettive rivoluzionarie con la veemente reazione cattolica. Lo stesso Togliatti espresse la consapevolezza che non si poteva agire senza tenere conto del determinante valore e peso politico dei cattolici.
Ma i comunisti sconfitti elettoralmente, erano destinati a vincere la battaglia culturale, che la DC, troppo impegnata ad occupare lo stato e le sue istituzioni, non combatté mai. Occorre comunque ricordare quell’evento in cui si mostrò cosa vuol dire affrontare l’agone politico in modo compatto ed unitario, una unità oggi assente nel mondo cattolico che si presenta minoritario, sfilacciato e diviso, pervaso da un pensiero debole e relativista. Tuttavia questo popolo c’è e potrebbe ritrovare le sue motivazioni riappropriandosi innanzitutto della propria storia una esigenza che va di pari passo con l’esigenza di ritrovare omogeneità nella dottrina evangelica.
Le forti crisi globali che caratterizzano il nostro mondo, reclamano risposte altrettanto forti ed universali. Così come il 18 aprile 1948, settanta anni fa, il comunismo non passò, oggi 18 aprile 2018, è ancora possibile che il comunismo di oggi fatto di “egualitarismo e relativismo” si possa fermare, a condizione di riappropriarsi di una memoria e di un pensiero veri e forti.

P.P.

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